Il softball nacque nell'ex piazza di'Armi
di Torino, ed il precursore fu Renato Germonio. Parallelamente a Milano il softball nacque
con le sorelle Zambelli. Si formarono alcune squadre non solo a Torino e Milano, ma anche
a Genova e persino a Napoli. Dopo il 1960 il softaball ristagna tra difficoltá crescenti.
Rimangono due sole squadre, il Torino e il Bipantol. Nell'autunno del '68 si risollevano
le sorti del softball e con l'attivissima partecipazione dei soliti Germonio, Spinelli,
Meschieri-Campioni, Cremona Cappio, Del Sante le squadre rinascono. A Torino con
Car-Renault, Renoir, Claudier, Amatori, Ciadit, poi ad Avigliana - nella
"baulieu" - con la New Stars e quindi man mano nelle varie regioni. Nel 69 si
gioca il primo campionato vinto dal Car Renault Torino, nel '70 le societá femminili sono
salite a 36 e nel Campionato vince nuovamente il Car, ma con difficoltá perché stanno
sorgendo le stelle di Bollate.
La Nazionale va in Olanda dove il softball e praticato dal '45 ininterrottamente. Ovvia la
sconfitta, ma con onore. 1971: con 58 squadre vengono le olandesi in Italia, la sconfitta
nostra épi decorosa 1972: le squadre ora sono 79. C'é un torneo internazionale a
Reggio Calabria e il softball giocaper la prima volta con USA, Canada Zambia, e
naturalmente Olanda. Il progresso continua e il campionato lo vince il Norditalia
(Bollate) e inizia la dittatura Milano-Roma. 1973: le suadre vanno a 1O4, e i campionati
sono su 3 serie. Si gioca ormai in quasi tutte le regioni ed entre nel giro anche la
Sardegna. 1974 : é l'anno dei primi "Mondiali" femminili per le azzurre. 1975:
le societá rimangono stabilizzate nel numero, ma le squadre aumentano perché si
costituiscono le seconde squadre di Club. 1976: le squadre sono 124. C'é il Congresso
della FIBS ed Elio Bertirotti è nominato vicepresidente. Con lui il softball continua la
sua escalation, uscendo dal clima artigianale degli anni passati.
La Federazione esprime corsi tecnici, stages, consigli di società e le strutture del
Softball migliorano. Anche nel 1977 i clubs aumentano, le società sono 128 e diventeranno
nel 1978, anno di grosso incremento, 174. E' il momento d'oro del Bollate che vince lo
scudetto. Le lanciatrici sono buone (Cena, Barolo, Martignago) ed il nostro softball
cresce almeno a livello europeo. Cresce anche il nostro peso nella Federazione Europea
Softball che si espande anche in Belgio, Francia, Cecoslovacchia, Spagna, Svezia,
Inghilterra.
Due anni più tardi arriverá in Finlandia, Danimarca, Jugoslavia, Polonia. Diventiamo il
"paese guida" del movimento europeo femminile.Nel '78 bella conferma ai mondiali
a San Salvador, tant'è che nel 1979 organizziamo il primo campionato europeo di Softball,
con Italia, Olanda, Belgio, Spagna, Inghilterra e Svezia. Negli anni successivi continua
il progressivo sviluppo del softball in Italia. Il nuovo corso della Nazionale italiana di
Softball, sotto l'egida del presidente federale Aldo Notari, é iniziato nel 1990 col
manager Antonio Micheli che, in breve tempo, ha portato la squadra dall'11 posto (ai
mondiali dell'86 in Nuova Zelanda) al sensibile passo avanti di Normal negli USA, appunto
nel 1990, ed al 3¡ posto agli Intercontinentali del 93. Questo dovendofare i conti con
una serie di difficoltá che rendono problematica la disponibilitá delle giocatrici,
impegnate col lavoro o lo studio. La Nazionale, cosí, non ha molto tempo per allenarsi
insieme, considerati anche i numerosi impegni dei clubs in campionato enelle coppe
europee. Difficoltá che, comunque, non abbattono i tecnici né, tantomeno, le giocatrici
che hanno acquisito la mentalitá giusta, formando un gruppo compatto e vincente. Qualcuno
mi ha dato del pazzo quando ha iniziato dicendo: possiamo batterci alla pari con
chiunque" ricorda Micheli. In breve, invece, si sono registrati notevolissimi
progressi tecnici, favoriti anche da un campionato nazionale di altissimo livello nel
quale giocano alcune delle migliori giocatrici a livello internazionale: 11 statunitensi,
6 neozelandesi, 4 cinesi, 3 australiane, 1 canadese.
"La convinzione, i metodi di lavoro, la qualitá degli allenamenti piú della
quantitá, tutto questo ha contribuito alla formazione della nostra squadra? Abbiamo
lavorato a fondo soprattutto sulla mentalitá, adesso le nostre ragazze hanno molta
fiducia nelle loro possibilitá ed hanno abbandonato ogni timore riverenziale nei
confronti di chiunque, anche verso quelle nazioni che sono espressioni di un movimento
molto ampio, in paesi dove il soft é ampiamente praticato a tutti i livelli. Il fatto
piú importante é che ci sono sempre nuovi talenti che assicurano il futuro." Agli
ultimi Intercontinentali (disputati ad Haarlem, in Olanda, nel 1993) Monica Corvino é
risultata la miglior
lanciatrice del torneo davanti alla statunitense Lisa Fernandez, universalmente
riconosciuta come la piú forte del mondo. La Corvino non é un caso isolato: nello stesso
torneo, giocato contro formazioni di altissimo livello, si é segnalata Roberta Soldi con
una Media di Punti Guadagnati su di lei di 0.25 e 22 strike outs.
I progressi maggiori, però, le azzurre li hanno compiuti in attacco: sempre riferendoci
agli Intercontinentali del 93 abbiamo avuto Marina Cergol col maggior numero di hits in
assoluto e Marta Gambella terza nella graduatoria ufficiale della media battuta. Grazie a
questi progressi l'Italia ha conquistato la supremazia continentale, battendo le
tradizionali rivali olandesi, proprio a casa loro, agli ultimi Europei (nel 392 a Bussum).
Vittoria confermata anche nel '95 (a Settimo) ed a livello juniores. Purtroppo le azzurre
quest'anno hanno mancato di un soffio la qualificazione olimpica (1 solo posto disponibile
tra Europa ed Africa) arrivando seconde alle qualificazioni di Haarlem (Olanda).
L'Italia comunque é una squadra giovane che, su un'intelaiatura di giocatrici esperte,
evidenzia individualit come Daniela Castellani 418 anni) e Silvia Berzacola (17). Lo
staff tecnico della nazionale composto, oltre al manager Antonio Micheli, dai
coaches: Giancarlo Bianchi, Enrico Obletter e Pino Lo Verde. |
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